Ribona

Denominazione di Origine Controllata

Vino Biologico

Storia di un’eccellenza


Approfondendo il racconto di questo vitigno che più di ogni altro si lega alla storia del nostro territorio scopriamo che già nel 1800 si inizia ad aver memoria di alcuni bollettini Ampelografici dove si parlava di questa uva autoctona.

A quel tempo era chiamata con i nomi di Greco, Greco Maceratese, Verdicchio Marino, Montecchiese, poi nel 1964 grazie al Professor Bruno Bruni famoso ampelografo Marchigiano il vitigno viene identificato nel Maceratese e nel 1970 finalmente viene catalogata nel registro nazionale delle varietà di uva con il nome di Maceratino, con le due versioni Colli Maceratesi Bianco Doc e il  Ribona Doc.

2 volte buona


La tradizione vuole che con il termine Ribona si volesse sottolineare il fatto che fosse due volte buona (Ri-Bona), inoltre ai tempi della mezzadria nelle campagne Marchigiane il vino era considerato un alimento e perciò si puntava molto alla quantità prodotta, questo creava l’esigenza di farlo durare il più possibile.

Ovviamente non essendoci le tecnologie di oggi, i contadini si erano ingegnati prendendo i grappoli migliori in vigna e dopo un periodo appesi in cantina, aggiungevano i chicchi sgranati ai mosti (da qui il termine fare le grane) che con i loro zuccheri facevano ripetere (Ri-petere) la fermentazione ridando longevità al vino.

La storia continua


Oggi esistono circa 100 ettari in tutta la provincia di Macerata di queste uve che danno vini molto longevi e unici nelle loro caratteristiche organolettiche, la storia perciò continua ed è scritta dalle nuove generazioni di Viticultori che puntano sempre di più sull’unicità e sulla qualità di questo vitigno cosi speciale e sul forte legame che esso ha da sempre con il territorio Maceratese.

Caratteristiche ampelografiche ed organolettiche della Doc Ribona


Il Territorio di produzione si estende attraverso le dolci colline Maceratesi che vanno dal mare fino ai monti sibillini, esistono diverse tipologie di vini prodotti da queste uve, si va dallo spumante al passito, nel vino fermo per poter avere l’appellativo di colli maceratesi Ribona deve essere presente almeno l’85% di uve Maceratino Ribona e nella versione Ribona superiore vi deve essere anche un periodo medio lungo di affinamento e maturazione.

Per quanto riguarda la parte organolettica troviamo vini molto profumati e freschi soprattutto nelle vinificazioni in acciaio, con sentori floreali ed agrumati, con una bilanciata acidità e un ottima salivazione in bocca, la sensazione di pulizia e freschezza si abbina in maniera egregia a tutti i piatti della tradizione marchigiana tendenzialmente grassi, con la maturazione si ottengono invece vini più strutturati e complessi e perciò gli abbinamenti possono variare da pesci importanti ad altre specialità Marchigiane come i brodetti di pesce, lo Stoccasfisso all’ Anconetana o il Baccalà al forno.

Scheda tecnica Ribona Doc


Alc.: 13,5% Vol.
Colore: Giallo paglierino con riflessi verdolini, cristallino e consistente
Bouquet: Naso intenso e complesso, sentori di pesca gialla, albicocca, mango, mimosa, camomilla e rosa tea. Note minerali e di erbe aromatiche
Gusto: Gradevolmente fresco, caldo, morbido e di piacevole sapidità. Intenso e di buona lunghezza, il finale è piacevolmente fresco e minerale.
Temperatura di servizio: 10 – 12° C
Abbinamenti: Antipasti a base di salse tartufate, formaggi freschi e mediamente stagionati, salumi e soprattutto Vincisgrassi Bianchi (funghi e cotto); primi piatti come risotti, anche a base di pesce. Pesce in genere al forno
Uvaggio: 100% RIbona
Zona di produzione: Contrada Vallenzuolo – Colmurano (MC)

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